Il Triduo di Magasa

I primi cenni storici che riguardano il Triduo di Magasa risalgono al 1755 e al 1821, quindi esso fu probabilmente realizzato tra il 1744 e il 1755 a cura della Confraternita del Santissimo Sacramento. Fu rinnovato sull'antico modello nel 1963-1964 e inaugurato nel 1965. Inizialmente esso veniva esposto nell'ultima domenica, lunedì e martedì prima delle S. Ceneri, in corrispondenza della festa del santo patrono di Magasa sant’Antonio Abate. Fino al 1986 si è sempre rinnovato nella medesima data; tuttavia dall’anno successivo esso è stato anticipato al venerdì, sabato e domenica penultima di Carnevale.

L'apparato per la sacra illuminazione, è simile, salvo alcuni rimaneggiamenti, a quelli di Vesio di Tremosine, di Castenedolo e di Rodengo. Esso è costituito da dodici medaglioni lungo le pareti della chiesa con tre candele ognuno e due candelabri mobili (fino al 1964 erano quattro), detti "le close" (chiocce), con otto candele ognuno. La “macchina” sopra l'altare maggiore nel presbiterio ha tre ripiani in legno con le "pitture"; al centro è presente la grande raggiera per il Santissimo Sacramento. Sono presenti 364 candele (una per ogni giorno dell’anno) a olio ed elettrico, delle quali 244 sui tre ripiani. Sopra la balaustra si trova un grande velario funebre, detto "el telù", che chiude come un sipario tutto il presbiterio. Il nuovo velario fu realizzato nel 1973 dal decoratore Ferretti Pietro di Storo. Su di essa è collocata una grande croce e ai due lati la clessidra ricorda lo trascorrere del tempo.

Fonti:

 

Sofia Lorini