Il Triduo di Collebeato

La celebrazione del SS. Sacramento in Collebeato è tutt'oggi un avvenimento di forte aggregazione per il paese. Le origini incerte del magnifico apparato scenico sono tracciate da documenti dell'archivio storico diocesano di Brescia risalenti al 1892. Il restauro della macchina del Triduo di Collebeato, sostenuto dal parroco don Domenico Scolari e don Franco Frassine, è avvenuto nel 2006 (?). Nella prima fase di restauro è stato necessario rintracciare i vari prezzi nei locali della parrocchia, alcuni ben conservati, altri rovinati, altri ancora manomessi. Molte parti risultarono incomplete, evidenti sono i tagli di riduzione sulle misure delle tavole, i segni d’asporto delle parti decorative ornamentali, alcune distrutte per imperizia nell’atto dello stacco, e quelle ben riuscite sono state destinate a fini strutturale diversi dalla sua origine. 

Non sono del tutto chiare le notizie in merito a questa macchina, tuttavia di certo si sa che nel suo totale compimento è stata montata per l’ultima volta nel 1937, in occasione della cerimonia inaugurale per il completamento pittorico e decorativo della chiesa. In ricorrenze solenni si addobbava l’altare usando parti della decorazione della macchina del triduo con adattamenti occasionali e composizioni parziali aggiustate con vari accorgimenti. Le varie ricognizioni operate sul posto, considerando gli abbinamenti possibili tra le tavole presenti, portarono ad un risultato complessivo di quattro quinte da disporsi in successione dall’altare verso l’abside. 

L’impressione che si ottiene dall’osservazione della macchina porta a stabilire che essa, nella sua complessità, è opera eseguita dal primo settecento all’inizio dell’ottocento. I segni che raccontano la vita dell'apparato, sono i profili con andamenti curvilinei morbidi che si interrompono sui piani tangenti costruiti per formare gli angoli acuti delle modanature sulle cornici; sono le girali, inscritte nell'ovale leggermente schiacciato nel nocciolo conclusivo.vi sono poi le foglie d’acanto che si dilatano e avvolgono le cornici, modellate ai bordi, con andamenti semplici senza gli incisivi segni degli aculei e delle nervature, ma contrastate da lineari andamenti che si scambiano in profili dal tracciato morbido a quello rigido, dove la luce gioca una netta distinzione di piani. Anche il fogliame avviluppato  e nascente da composte forme che inquadrano uno spazio cromatico, è un valore estetico che aiuta a caricare di significato espressivo l'insieme decorativo. Tutti questi segni richiamano il gusto del tardo barocco della composizione. Altri segni ci spingono a pensare a degli interventi intermedi tra la più lontana e originale struttura decorativa e l'ultimo impianto compositivo dell'attuale disposizione è una mentale (le porte e la cimasa). 

Fonti: Il Disegno dei Tridui (il tempo e la memoria nello spazio della Chiesa); la macchina del triduo (parrocchia conversione di S. Paolo Collebeato)

Ardesi Silvia