I materiali
La “macchina” del Triduo è un apparato effimero costituito principalmente da legno. Esso è necessario non solo per le parti decorative, ma anche per la struttura portante. Viene decorato seguendo diverse tecniche.
La costruzione del supporto
Una volta scelto il legno, che doveva essere il più possibile compatto e senza nodi, si eliminavano le componenti resinose e le gomme, dannose per la conservazione e si iniziava la costruzione del supporto.
Le assi migliori sono quelle ricavate dal tronco nel senso radiale poiché le trazioni e le riduzioni sono omogenee e quindi si incurvano poco. Le assi ricavate in senso tangenziale si contraggono verso la faccia più lontana dal centro del tronco e tendono a deformarsi.
Per ottenere supporti di grandi dimensioni si univano le tavole fissandole con caseina e calce. In alcuni casi la giunzione veniva rinforzata con cavicchi di legno o con elementi a forma di coda di rondine o di farfalla. Oltre a questi elementi lignei venivano utilizzati anche chiodi di diverse forme. Sulle giunture, e spesso anche su tutta la superficie, si applicava l'impannaggio costituito da sottili strisce di tela di lino imbevute di colla che aveva la funzione di neutralizzare in parte le sollecitazioni prodotte dai movimenti del legno, poiché la tela costituisce un elemento elastico posto tra il legno e gli strati preparatori e pittorici.
La decorazione del supporto
Una volta ottenuto un valido supporto, lo si preparava a ricevere il colore o la foglia dorata mediante l'imprimitura, che aveva la funzione di fornire una superficie fisicamente e cromaticamente adatta alla pittura. Essa è costituita da una carica (gesso) e da un legante (perlo più colla di pelli), alla quale poteva essere aggiunta una certa quantità di olio di lino. Per l'applicazione del fondo oro si usava la lamina d'oro battuta tra due strati di pelle dai "battiloro", che erano in grado di ottenere delle grosse superfici utilizzando poca materia. Per collante tra l'imprimitura e la lamina si usava il bolo, una terra argillosa e rossiccia che addizionato alla colla animale in una soluzione molto diluita, per le sue caratteristiche di morbidezza e per la sua capacità di trattenere l'umidità, si prestava molto all'applicazione delle sottili foglie d'oro arricchendole in trasparenza di quel tipico tono caldo. Per intervenire su aree limitate, la tecnica della doratura a bolo risultava inadatta e si ricorreva a un collante tenace e soprattutto stendibile steso a pennello. In questo caso veniva utilizzata una miscela chiamata "missione" composta essenzialmente da oli siccativi, eventualmente addizionata con pigmenti. L'olio, seccando per polimerizzazione, fissava stabilmente la foglia d'oro mentre i pigmenti addizionati alla miscela servivano da sottofondo cromatico.
Cause di deterioramento del legno
Poiché il legno è un materiale "vivo", anche dopo molti anni mantiene una certa capacità di reazione all'ambiente. Perciò, dopo la fase di essiccamento, l'acqua continua a evaporare fino a raggiungere un equilibrio tra umidità relativa dell'ambiente e umidità del legno che in seguito tenderà a mantenere. Ma se, a causa della natura igroscopica, il legno riassorbe umidità fino alla saturazione delle fibre, anche se in precedenza stagionato, riacquista l'acqua persa in precedenza e con essa anche le dimensioni originali provocando movimenti dannosi e deformazioni che possono compromettere la stabilità e la conservazione di un eventuale apparato cromatico. Inoltre come cause di degrado vanno considerate le patologie generate da agenti di natura biotica come insetti, funghi o batteri.
Le cause del degrado dell’apparato
In seguito al movimento del supporto, causato dalla peculiarità del legno di assorbire e rilasciare umidità, spesso si verificano i cosiddetti difetti di coesione. Il risultato è la caduta dell'imprimitura a base di gesso e della successiva doratura. Anche la disposizione delle assi e degli incastri che danno forma all'intarsio sono soggetti a questo tipo di degrado. Molto frequenti sono le mancanze totali dello strato dorato fino al raggiungimento del supporto ligneo, spesso causate da urti accidentali ma anche da una sommaria conservazione dei pezzi smontati, talvolta accatastati e privi della minima protezione fra l'uno e l'altro. Si può considerare causa di degrado anche il ripristino strutturale approssimativo dei pezzi.