Il Triduo di Rovato

Il triduo di Rovato è attualmente conservato nelle soffitte dei locali annessi alla parrocchiale di Santa Maria Assunta.

L’apparato effimero fu realizzato dalla famiglia Rivetti, che possedeva una bottega proprio a Rovato; a partire dal 1898 essi avevano infatti affittato il salone del primo piano di palazzo Porcellaga (noto come castello Quistini), per proprio per la costruzione di macchine del Triduo e altri arredi sacri. Fu dunque Clemente Rivetti che curò la realizzazione dell’apparato. Egli si era formato presso l’Accademia di Brera e la Scuola Superiore di Arte di Milano e fu attivo nella costruzione di tali apparati non solo nel territorio rovatese.

Il Triduo è in stile rocaille e per questo richiama quello di Castenedolo. La raggiera centrale è più grande di quella di Castenedolo ed è sormontata da un’edicola aggettante e da un coronamento sommitale a forma di cimasa curvilinea. Ad essa vi si accede tramite un largo scalone centrale in cui confluiscono due rampe di scale laterali a fianco dell’altare. I pannelli, seppur molto danneggiati, lasciano intravedere un fondo bordeaux con decorazioni dorate in rilievo, rappresentanti le simbologie più usate come spighe di grano, fiori e foglie di acanto.

 

Sofia Lorini

Fonti: Il disegno dei Tridui. Il tempo e la memoria nello spazio della chiesa I. Passamani Bonomi