Il Triduo di Gussago

La tradizione del Triduo a Gussago affonda le sue radici già nel XVI secolo. Nel 1765 nacque infatti “l’Archiconfraternita del Suffragio dei Morti”, una confraternita laica che si occupava di onorare i defunti ; essa garantiva ai propri membri la celebrazione del funerale con la presenza dello stendardo della Compagnia, l’accompagnamento della confraternita e una messa con musica d’organo. Le offerte raccolte per questo servizio, sempre più consistenti, furono destinate, tra tante opere, anche alla costruzione della macchina del Triduo. Il primo documento che attesta la presenza della macchina del Triduo a Gussago risale al 27 novembre 1776, redatto dal notaio Giuseppe Mattia Crescini, e testimonia anche la vendita della prima versione dell’apparato per realizzarne una nuova. Successivamente, il 10 luglio 1909, la Compagnia del Triduo stipulò un contratto con i costruttori Benducci di Orzinuovi, i quali progettarono un nuovo apparato rettangolare alto tredici metri e largo otto , articolato in tre sezioni. La prima sezione è composta da cinque grandi elementi decorativi a foglie con funzione di candelabri, sopra di essi si sviluppa una grande voluta lignea che termina con due rosette e sostiene due leoni alati, uniti per la coda e arricchiti da motivi a foglie d’acanto. Il leone, simbolo ricorrente nell’apparato, richiama quelli posti sulla gradinata della facciata della chiesa, a sottolineare l’identità della comunità gussaghese. Al centro si colloca il Santissimo, racchiuso in un ovale da cui si irradia una raggiera dorata, sormontato da una grande corona sorretta da due putti. Ai lati, due angeli inginocchiati, dipinti su legno e popolarmente chiamati “Angele”, tradizionalmente attribuiti ad Angelo Inganni. Secondo Benducci, l’angelo di sinistra rappresenta la Fede, mentre quello di destra la Speranza. La terza sezione, infine, completa l’opera con un arco a tutto sesto ornato da cariatidi che incornicia il Santissimo. L’intera macchina, illuminata da 105 candele, fu realizzata nel 1927. In seguito venne accantonata nella soffitta della parrocchia, fino a quando il preposto Angelo Porta ne promosse il restauro nel 1971. Da allora, ogni anno nel periodo pasquale, a Gussago si rinnova la suggestiva tradizione del Triduo, che unisce arte, fede e memoria storica.

Maddalena Castelnuovo

Emanuela Martini

 

Fonti: 

Dopo due anni, ritorna la "Macchina del Triduo" di Santa Maria Assunta - Gussago News

MacchinaTriduo.pdf

Benvenuto nel sito ufficiale della famiglia Piardi

IL DISEGNO DEI TRIDUI il tempo e la memoria nello spazio della chiesa, Ivana Passamani Bonomi, UBI Banca di Valle Camonica, 2009