Intervista a Faroni Catterina

La cosiddetta “macchina del Triduo” di Gussago è una delle tradizioni devozionali più affascinanti della Franciacorta. Originariamente illuminata da centinaia di candele, ora resa elettrica per motivi di sicurezza. Viene allestita non solo durante la Quaresima ma anche in occasione dell’Ottavario dei Morti, per accompagnare la preghiera per i defunti con un forte impatto visivo e spirituale.

Le sue origini risalgono almeno al Settecento: i documenti parrocchiali parlano di tridui “più sobri” già nella Pieve di Gussago e della “festa delle Quaranta Ore” organizzata dalla Compagnia del Triduo. Con la costruzione della nuova chiesa in stile neoclassico, verso la metà dell’Ottocento, la comunità cominciò a desiderare un apparato più ricco. Alla fine del secolo venne deciso di commissionare una nuova macchina alla ditta Beneduci di Orzinuovi, che nel 1909 realizzò l’attuale struttura integrando pezzi della precedente, aggiungendo angeli e decorazioni più antiche. Alcuni elementi provenivano anche da altre parrocchie: come accaduto per i banchi di Rovato, furono “recuperati” pezzi di tridui dismessi altrove. Un doratore ha riconosciuto, nella doratura attuale, parti di epoca anteriore al 1800.

Nel corso degli anni la macchina ha subito varie vicissitudini. Dopo la Prima guerra mondiale e negli anni Venti-Trenta il triduo perse parte della sua funzione religiosa, trasformandosi in un vero e proprio spettacolo che attirava visitatori dai paesi vicini; il vescovo intervenne per limitarne gli aspetti più teatrali. Alcune componenti vennero cedute o riutilizzate per scopi diversi: alcuni pezzi di legno servirono perfino per ricavare spazi abitativi per famiglie meno fortunate. La tradizione rimase in sospeso fino agli anni Settanta, quando il parroco don Angelo Porta riprese a montare l’apparato; più tardi don Bellani ne curò la sistemazione e organizzò visite guidate per scuole e gruppi, spiegandone storia e simboli.

Un lavoro decisivo di ricerca e catalogazione è stato compiuto tra il 2014 e il 2015 dalla dott.ssa Caterina Faroni, che con il parroco ha riordinato l’archivio, fotografato ponteggi e schemi di montaggio e stipulato un accordo con una ditta specializzata per la rimessa in funzione dell’apparato. Grazie a questi studi è stato chiarito, ad esempio, che l’ultima “passamani” non risale al 1927 come si credeva, ma al 1901.

Oggi la macchina del Triduo è di nuovo al centro della vita religiosa e culturale di Gussago: durante l’Ottavario dei Morti e altre ricorrenze viene montata e accesa, offrendo alla comunità e ai visitatori un’esperienza che unisce arte, fede e memoria. Alcune parti vengono utilizzate anche per altre celebrazioni, come la raggiera per la festa delle Quaranta Ore o le volute d’acanto ed il basamento per i matrimoni, mantenendo vivo un patrimonio che racconta secoli di devozione e creatività artigiana.

Ringraziamo Catterina Faroni per l'inestimabile aiuto e la collaborazione, oltre che per le preziose informazioni forniteci.